Come essere in Prima Pagina su Google

come essere in prima pagina su google

Spesso se non sempre, quando mi ritrovo a parlare con un cliente la domanda che viene fatta è sempre la stessa: “come devo fare per essere in prima pagina su Google?“. La risposta a questo quesito non è affatto semplice.

A tal proposito ho deciso di scrivere una guida completa cercando di spiegare sommariamente quali sono tutte le fasi per portare un attività ad essere al primo posto su Google.

Identificazione dei Competitor

Uno dei modi più rapidi per selezionare le parole chiave da inserire sul sito è sicuramente andare a fare un’attenta analisi dei competitor. Senza questo passo preliminare difficilmente si può arrivare a dei risultati concreti.

Per far ciò possiamo servirci di uno dei migliori strumenti di analisi, Semrush. Dalla sua dashboard possiamo trovare questo grafico che mostra una breve analisi dei competitor e le parole chiave utilizzate.

Scelta delle parole chiave

Secondo passo, è quello di scegliere le keywords per il posizionamento nei motori di ricerca. L’operazione fatta in precedenza ci aiuta non poco. Quello delle parole chiave è un passaggio vitale perché Google da importanza alle ricerche degli utenti e dunque al contenuto che questi visualizzano stando a spasso per la rete. Facciamo un esempio pratico:

Per l’attività di videografia matrimoniale www.thirtyfivestudios.com sono state scelte determinate parole chiave, tra queste troviamo le seguenti:

  • wedding videographer amalfi coast
  • wedding videographer siena

Tali parole sono state selezionate perché il cliente è intenzionato ad apparire tra i risultati di ricerca quando un utente cerca un videografo di matrimonio in uno di questi due luoghi. La scelta della lingua inglese è stata fatta in quanto i potenziali utenti target sono per lo più stranieri.

Una volta definito l’obiettivo a cui si vuol puntare si può iniziare a creare la propria identità digitale online.

Google My Business

Prima ancora di creare il sito web è fondamentale far conoscere a Google la propria attività attraverso lo strumento “Google My Business”. Questa piattaforma messa a disposizione da big G. porta numerosi vantaggi.

Innanzitutto cosi facendo ci esponiamo immediatamente al pubblico portando visibilità su google maps, in secondo luogo abbiamo la possibilità di accedere alla sezione sulle statistiche.

Da qui, nel corso del tempo è possibile vedere tutta una serie di dati che aiuteranno a capire bene come sta rendendo la propria attività su Maps. Di fondamentale importanza è inserire nel nome della propria attività la parola chiave o le parole chiave che abbiamo scelto nella fase preliminare.

In questo caso sono state create addirittura tre attività per soddisfare anche altre parole chiave che sono state selezionate in fase di creazione del progetto. Per non dilungarci troppo prendiamo in esempio quella che soddisfa una delle nostre parole chiave che abbiamo scelto ad inizio articolo, ovvero: “wedding videographer in amalfi coast”.

Una volta creata l’attività sul My Business bisogna dare a Google il tempo per approvare il tutto. Alla fine di questo processo, con buone probabilità, saremo arrivati già a questo risultato:

*Nota: quando si vogliono fare alcuni test di ricerca su google è importante effettuarle attraverso una pagina di navigazione in incognito. Questo perché Google memorizza le informazioni di navigazione in dei file (cookie) e quindi compromette queste verifiche.

Inutile dire che uno dei fattori di posizionamento della propria attività su Google Maps, sono le recensioni e la qualità di queste ultime. In una buona strategia di marketing dunque bisogna far si che gli utenti vengano incentivati a lasciarle.

Fatto tutto ciò possiamo dire di essere ad un buon punto di partenza. La parte più complessa e articolata però non è ancora arrivata.

Realizzazione del sito Web

Su questo capitolo potrei passare giornate intere a scrivere ma cercherò di essere il più breve e sintetico possibile senza saltare punti importanti.

Il sito web è la chiave del successo; essere presenti su internet al giorno d’oggi è fondamentale. Ancora di più lo è essere in prima pagina e tra i primi risultati. Si stima che il primo risultato di una ricerca catturi circa l’32,5% del traffico. Questo dato non è assolutamente una cosa da trascurare e lascia capire quanto è importante il posizionamento per un’attività sui motori di ricerca, qualunque essa sia.

Esistono due tipologie di siti web, quelli fatti bene e quelli fatti male. I primi rispettano tutta una serie di requisiti per il posizionamento, i secondi, invece, sono siti realizzati e messi li senza nessuno scopo; spesso e volentieri utilizzati come biglietto da visita.

Detto ciò, andiamo a vedere tutti i punti che bisogna soddisfare per creare un ottimo sito adatto a stare tra i primi risultati su Google.

1. Scelta del dominio e dell’hosting

Un passo che troppe volte viene lasciato al caso. Partire con il piede giusto è importante, per questo motivo avere un servizio hosting che sia veloce e performante rientra tra i punti da rispettare. Sono diversi i servizi che si trovano in rete e una rapida ricerca sul web può sicuramente aiutare. Io per questo progetto ho scelto il caro e vecchio Aruba. Il motivo? ormai è un servizio che utilizzo da anni, non proprio il migliore in assoluto in velocità ma sicuramente pratico ed economico con una buona assistenza.

Anche la scelta del dominio potrebbe fare in qualche modo la differenza. Una volta Google posizionava i siti sul google facendo delle associazioni (parola chiave = nome dominio), cosi accadeva che le persone cercavano di comprare quanti più domini possibili da collegare al proprio sito.

Per spiegarmi meglio è come se McDonald’s (che ha come dominio sito https://www.mcdonalds.it/) comprasse altri domini: www.panini.com, www.burger.com, e cosi via. In questo modo quando una persona cerca su Google panini o burger, con buone possibilità approdava ugualmente sul sito del McD.

Da tempo ormai Google ha rimosso questa associazione poiché è stato perfezionato il suo algoritmo. Ad oggi viene dato molto meno peso a questa cosa. Se però l’attività si occupa di videografia di matrimonio e il sito è www.videografiadimatrimonio.com, bhè, sicuramente male non fa.

2. Scelta del CMS

Anche qui servirebbe un articolo che parli solo dei CMS (per chi non sapesse di cosa parlo, il CMS sta per Content Management System ed è semplicemente l’infrastruttura che permette di realizzare il sito web), ma mi limiterò a dirvi quale preferisco utilizzare io e perché.

WordPress è il CMS che utilizzo con maggior frequenza. Nonostante non sia il più leggero e veloce in assoluto; presenta diversi vantaggi:

  • si trova tanto supporto in rete
  • esiste praticamente un plug-in per tutto
  • se ottimizzato non va affatto male
  • relativamente semplice da utilizzare
  • si trovano tutorial per qualsiasi cosa

Una volta scelta la piattaforma da utilizzare si procede alla realizzazione della struttura del sito. Anche qui ci sarebbero da fare degli articoli appositi ma fortunatamente Google è pieno di contenuti e quindi basta fare una ricerca digitando: “come realizzare un sito in wordpress“.

3. Scelta dei Plug-In

Meno sono meglio è. Almeno questa è la mia filosofia. Non bisogna dimenticare che per essere in prima pagina su Google, bisogna avere un sito performante sotto tanti aspetti, tra cui la velocità.

Generalmente quelli di cui mi servo per la realizzazione dei miei siti sono principalmente 3.

  • Elementor: Utilizzare i builder per creare dei siti non è proprio la cosa più idonea (per questioni legate all’ottimizzazione, etc), ma è sicuramente la più pratica. Come dire, il giusto compromesso. Da test osservati in rete, risulta essere il migliore tra i tanti sotto diversi punti. Per chi voglia approfondire la questione lascio questo link: The 10 Best WordPress Page Builder Plugins Compared 2020.
  • Yoast: Qui ci spostiamo già nel campo SEO, ne parleremo successivamente. La cosa importante da sapere e che questo plug-in ci darà un buon aiuto in fase di posizionamento.
  • WP Rocket: Qui parliamo di ottimizzazione. Dopo averne provati tanti sono arrivato alla conclusione che uno degli strumenti miglior per velocizzare il proprio sito è questo.

4. Composizione del Sito Web

Bene, abbiamo tutti gli strumenti per indicizzare il sito e posizionarlo su Google.

Una volta realizzato ci troveremo ad avere davanti finalmente qualcosa di concreto. Il contenuto presente sul sito, anche se poco all’inizio, è importante che rispetti determinate linee guida. Per far ciò ci viene in aiuto uno del plug-in che abbiamo installato precedentemente ovvero Yoast.

Ottimizzazione strutturale del Sito

Come abbiamo ampiamente detto, per essere in prima pagina su Google è importante che il sito sia veloce, per diventarlo deve essere ottimizzato. Per far questo ci torna utile il plug-in di cui abbiamo parlato prima, WP Rocket.

Ovviamente per rendere il sito performante non basta solo ciò, vi sono infinite cose da attuare ma non è questa la guida in cui ne parleremo.

Lo scopo principale di tutta questa prassi è quello di ottenere più o meno risultati soddisfacenti sui seguenti siti:

Una volta fatto, possiamo dire di aver raggiunto un buon risultato di partenza. Da qui in poi possiamo continuare ad occuparci del nostro posizionamento.

SEO di Base

Cosa vuol dire SEO base? Per SEO di base si intende tutto quel fare essenziale, che messo insieme, aiuta al posizionamento dei siti in prima pagina su Google. Spesso sono operazioni lunghe e complesse ma indispensabili al posizionamento di un’attività sui motori di ricerca.

Anche per questo argomento internet è pieno di contenuti infinitamente dettagliati. Il mio scopo non è quello di esaminare tutto al microscopio ma di dare un’infarinatura generale a chi è meno esperto e vuol capire come funziona il mondo del posizionamento online.

Appurato ciò, andiamo a vedere insieme quali sono alcuni dei punti da seguire:

1. Configurare Google Search Console

Piattaforma messa a disposizione da google il cui funzionamento è quello di far conoscere al motore di ricerca il proprio sito e monitorare l’andamento generale. Alcuni dei parametri che possono esserci utili sono: Click totali, Impressioni totali, CTR media e Posizione media.

Per configurare la piattaforma il mio consiglio è di andare a leggere direttamente la guida ufficiale di Google presente in rete: Aggiungere il proprio sito su Search Console.

2. Configurare Google Analytics

Senza i dati giusti non si va da nessuna parte. Google Analytics è uno strumento indispensabile alla crescita online. Analizzando i dati provenienti da esso si può facilmente capire come andare a sistemare o cambiare qualcosa che non va sul nostro sito.

Anche qui ci viene in aiuto la guida di Google: Come configurare Google Analytics. Nel caso in cui vogliate sapere di più, il mio consiglio è quello di seguire un corso o cimentarvi nei millemila video presenti nel web.

3. Configurare un Plug-In per la SEO

Come ricordate, tra i plug-in consigliati vi era Yoast, ecco. Tra le tante sue funzionalità ve ne sono alcune indispensabili per il posizionamento organico. Innanzi tutto dal pannello delle impostazioni è possibile selezionare la possibilità di creare in automatico una Sitemap (ne parleremo nel punto successivo).

Altri vantaggi sono quelli di avere in tempo reale delle dritte sul testo che stiamo scrivendo. Per fare un esempio, in questo momento, durante la scrittura di questo articolo, il risultato di leggibilità di Yoast è:

Come è possibile vedere nell’immagine, il plug-in ci comunica se il contenuto scritto rispetta tutte le line guida. Un requisito importante per essere in prima pagina su Google.

4. Creare e inviare una SiteMap

Tramite lo strumento Search Console che abbiamo precedentemente configurato, abbiamo ora la possibilità di caricare la sitemap in modo tale che Google può analizzare le varie pagine del sito.

Poiché in precedenza su Yoast abbiamo selezionato la creazione automatica di una sitemap del nostro sito, non ci resta che aggiungere la parola “sitemap.xml” dove lo richiede e fare “invia”.

Per chi non lo sapesse la sitemap è semplicemente una mappa in formato xml di tutte quelle che sono le pagine del sito. Questa mappa serve a Google per fargli comprendere la struttura del sito e dunque indicizzarlo. Di seguito è possibile vedere un esempio della sitemap del sito www.thirtyfivestudios.com.

5. Creare un file Robots.txt

Un file robots.txt comunica semplicemente ai crawler dei motori di ricerca, quali pagine possono essere esaminate e quali invece no. Più comunemente viene utilizzato per impedire la scansione di alcune pagine.

Nel caso del nostro sito il file robots.txt è visualizzabile a questo indirizzo: https://www.thirtyfivestudios.com/robots.txt

Importante è verificare se ve ne è già uno presente di default ed in caso contrario crearlo. Anche in questo Google è pieno di guide su come creare un file robots.txt.

6. Identifica le domande degli utenti

Conoscere le domande che il tuo pubblico sta ponendo può aiutare a rispondere ad esse attraverso i contenuti del sito. Vediamo un esempio pratico nel caso in cui andiamo a ricercare la parola chiave: “wedding videographer”.

Molto interessante vedere come Google ci consiglia una serie di domande inerenti alla nostra parola chiave. Ciò vuol dire che nel caso in cui andassimo a fare un articolo includendo anche queste “Long-Tail Keyword” il risultato sarebbe quasi sicuramente produttivo.

Come possiamo vedere dalle immagini sopra, l’articolo presenta al suo interno alcune delle domande che Google propone in fase di ricerca, di conseguenza ciò identifica il contenuto come interessante e viene dunque piazzato in prima pagina come primo risultato su Google.

7. Comprendere la difficoltà della parola chiave

Un sito nuovo di zecca avrà sicuramente difficoltà a piazzarsi tra i primi risultati con determinate keyword. Questo accade principalmente per la scarsa autorità del sito online, per varie problematiche legate all’ottimizzazione e per la difficoltà delle keywords. Queste ultime in fase di analisi vanno comprese attentamente e va appunto considerata anche la loro complessità.

Per complessità si intende la difficoltà che si ha nel caso in cui si voglia utilizzare questa parola chiave. Questo punteggio è dato da tanti fattori differenti come quantitativo di risultati presenti in rete, autorità alta dei siti che la contengono e cosi via.

Nell’immagine sopra possiamo vedere oltre alla percentuale di difficoltà anche il quantitativo di risultati presenti con quella parola chiave; in questo caso circa 141.000.

8. Essere sicuri di utilizzare il protocollo HTTPS

Siamo nel 2020 e ormai è noto che l’HTTPS è il nuovo protocollo di sicurezza. Ciò influenza decisamente il posizionamento in prima pagina. A dirlo è Google dal 2014.

Si può verificare facilmente se il sito è con protocollo HTTP o HTTPS dando un rapido occhio alla barra degli indirizzi. Se risulta esserci un lucchetto vuol dire che la connessione è protetta, in caso contrario dobbiamo porci qualche domanda.

*Bonus: in caso di problemi con la sicurezza, se si sta utilizzando wordpress come CMS, potrebbe tornare utile il plug-in Really Simple SSL.

9. Trovare e controllare possibili errori di scansione

Tramite lo strumento Search Console, tra le tante cose, è possibile anche controllare se ci sono stati problemi in fase di scansione. In caso affermativo è possibile poi fare tutte le dovute analisi e andare a correggere il problema.

10. Utilizzare una struttura url ottimizzata per la SEO

Una struttura URL SEO-friendly rende più facile per i motori di ricerca la scansione delle pagine e aiuta a capire di cosa trattano. Gli URL delle pagine dovrebbero essere semplici e descrittivi.

Per far ciò basta andare tra le opzioni di wordpress è impostarlo nel seguente modo.

11. Trovare e correggere i Title Tag duplicati, mancanti e troncati

I Title tag ottimizzati sono alla base della SEO per un ottimo posizionamento. Un Title tag informa i motori di ricerca di quello di cui tratta una pagina e dovrebbe essere unico. Non dovrebbero esserci Title tag duplicati, così come Title tag troncati (perché troppo lunghi), che in SERP vengono tagliati.

Anche qui, nel caso di un sito realizzato in wordpress e con su presente il plug-in Yoast, abbiamo la possibilità di essere aiutati.

12. Trovare e correggere le Meta Description duplicate

Sebbene le meta description non siano state utilizzate come fattore di ranking diretto per molti anni, sono ciò che compare sotto il Title tag del sito nelle SERP. 

La meta description è ciò che incoraggia un utente a cliccare sulla pagina dell’attività, invece che su quella di qualcun altro, influendo positivamente o negativamente sul CTR organico.

Se non si dispone di una meta description, Google mostrerà parte del contenuto della pagina, ma questo potrebbe includere testo di navigazione e altri elementi tutt’altro che allettanti. Se ci sono meta description duplicate, è probabile che non si avra una descrizione univoca che incoraggi i clic.

13. Utilizzare i Tag H1, H2, H3 nel modo corretto

Può sembrare una banalità ma è una cosa molto importante. Spesso capita di vedere dei siti con dei titoli e sottotitoli visivamente scritti bene. Andando poi a visionare la struttura al dettaglio ci si rende conto che in realtà quei titoli magari hanno il tag h2 o peggio ancora il tag paragrafo.

Per controllare che tutto sia andato per il meglio dopo aver scritto un articolo, possiamo servirci di questo sito: https://seorch.eu/. Dandogli in pasto il link del nostro articolo, possiamo visualizzare una serie di informazioni interessanti, tra cui la struttura dei nostri tag.

Questo strumento è gratuito e può essere molto di aiuto nella verifica e correzione del sito.

14. Inserire il tag ALT nelle immagini

Una cosa che molti trascurano è quella di inserire il tag ALT durante la fase di caricamento delle immagini. Questo serve ad aiutare Google nel posizionamento del sito e delle immagini.

Omettendo questo dato, diventa complicato per il motore di ricerca capire di cosa si tratta e quindi a posizionarlo correttamente anche nella scheda di ricerca immagini su Google.

15. Un contenuto di qualità

Ultimo punto della SEO di base ma non per questo il meno importante, anzi. Per essere in prima pagina su Google, la cosa fondamentale è il contenuto. Senza questo non si può andare da nessuna parte e non esiste alcuna tecnica o magia che possa portare il sito ad ottenere risultati.

L’algoritmo di ricerca di Google cambia quasi giornalmente (si stimano circa 2000 accorgimenti all’anno), ma una cosa resta certa in casa Google: Il contenuto è quel che conta prima di tutto.

*Bonus: Consiglio vivamente la lettura di questo articolo “Google: Dieci cose che sappiamo essere vere“.

16. L’importanza dei Backlink

Non basta intervenire direttamente sul sito per posizionarlo in prima pagina su Google. Risulta importante curare anche e soprattutto le connessioni esterne (parliamo di SEO Off-page).

Ogni sito ha una sua autorità online, più questa è alta, più il sito risulta affidabile per Google. Per fare un rapido esempio possiamo andare a vedere il DR (domain rating) di Amazon esaminato con lo strumento gratuito che mette a disposizione Ahrefs: Backlink Cheker.

Il punteggio (che va da 1 a 100), rappresenta il grado di “affidabilità” del sito. Più è alto, più è affidabile, più sale nei risultati di ricerca. È impensabile voler posizionare un sito sul web senza curare questa parte.

Per far ciò dobbiamo creare delle connessioni tra noi e altri siti. Detto in altre parole, è necessario che siti con una buona autorità online citino il nostro sito in un articolo, in dei ringraziamenti o similari.

Per spiegare meglio prendiamo ad esempio il dr del sito della nostra attività di riferimento “www.thirtyfivestudios.com”.

La voce Backlink indica in quante pagine il sito viene citato. Questi di seguito sono alcuni dei siti che fanno riferimento all’attività e che dunque hanno aumentato il suo Domain Rating online.

La domanda ora sorge spontanea: Come si creano Backlink? La risposta non è semplice; ci vuole tempo e molta molta pazienza. Un buon punto di partenza potrebbe essere quello di contattare vari siti e blog chiedendo di pubblicare magari degli annunci su un prodotto che vende l’attività o su un servizio che offre.

Ovviamente il discorso sui Backlink è molto vasto e questo articolo non si pone l’obiettivo di spiegare tutto in modo dettagliato, anche perché sintetizzare in un articolo un’intera figura professionale, quella del Consulente SEO, sarebbe impossibile.

Considerazioni finali

Dopo aver fatto tutto ciò, premesso che le cose siano state eseguite correttamente, possiamo finalmente goderci i risultati del nostro lavoro.

Per ottenere dei risultati soddisfacenti è importante tenere presente che ci vogliono almeno 6-12 mesi dall’inizio dell’attività sul web. Il sito spesso (ma non sempre), è come il vino; più invecchia e più diventa buono.

Come è stato possibile vedere in questo articolo, essere in prima pagina su Google non è una cosa impossibile ma non è neanche una cosa semplice. Come per tutto nella vita è fondamentale avere pazienza, costanza e tanto tempo da dedicarci.

Trovo giusto ricordare che questo articolo non è per un pubblico esperto ma è per tutti coloro che solo ora, per ovvie necessità, si avvicinano al mondo del web e necessitano di portare la loro attività in cima ai risultati di ricerca.

Se vuoi fare una chiacchiera gratuita con me per parlare della tua attività e del suo piazzamento online invia una mail a info@seo-digitalmarketing.it oppure prenota la tua video conferenza online qui.

Francesco Corbisiero

Sono un consulente di marketing che aiuta le aziende B2B, B2C e Startup a generare più lead, vendite e aumentare i ricavi online. Offro consigli esperti sul marketing della tua azienda nel modo giusto attraverso SEO basato sulle prestazioni, marketing digitale, social media, marketing sui motori di ricerca e molte altre pratiche online. Connettiti con me su LinkedIn e programma una sessione gratuita di strategia di marketing!

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